L'OD-Tool "Test sull'astrattività" misura in modo efficiente le "capacità mentali generali".

È stato creato per essere un'alternativa più veloce e maggiormente orientata al lavoro rispetto al classico test con le Matrici di Ravens. Il livello di difficoltà è calibrato sull'adulto lavoratore medio. 

I valori misurati si attestano fra i 55 e i 145 punti IQ, e sono quindi adeguati alla maggior parte dei lavori/delle attività professionali. Il processo del test è stato sviluppato da Kaori Takenaka, Fiona Chan e Michal Kosinski del Centro Psicometrico dell'Università di Cambridge, ed è stato validato attraverso un test internazionale condotto su oltre 40.000 intervistati.

 

 

Le caratteristiche:

  • veloce ed efficiente: occorrono solo 30 minuti;
  • valuta indipendentemente da influenze esterne dovute al background culturale o alle conoscenze soggettive;
  • gestione computerizzata.

Il test è stato sviluppato in base alla Teoria classica dei test. Consiste in 25 sezioni di difficoltà progressiva. Inizia comunque con delle istruzioni chiare, e l'aumento progressivo della difficoltà fa sì che i candidati a tutti i livelli di IQ comprendano che cosa devono fare.

Che cosa misura il test d'astrattività?

Charles Spearman (1863-1945), psicologo britannico, ha scoperto che il livello prestazionale dei bambini su argomenti scolastici non correlati direttamente fra di loro può invece essere messo in relazione. Analizzando un gran volume di dati, ha concluso così che studenti "intelligenti" tendono a trattare la maggior parte dei temi in modo "intelligente". Ha teorizzato dunque l'esistenza di un fattore centrale “g” (facoltà mentali generali) per spiegare questo fenomeno. La definizione di Spearman di "g", il fattore centrale dell'intelligenza, è: "l'innata capacità di cogliere le relazioni e di sviluppare correlazioni", spesso indicato come intelligenza o IQ. Usando il computer come metafora, possiamo dire che il nostro hardware è sostanzialmente simile, ma con una certa varianza individuale: alcuni di noi hanno una CPU un po' più lenta, altri ne hanno una più veloce. La CPU più lenta eseguirà i programmi più lentamente, quella veloce più velocemente.
Il test sull'astrattività si pone come obiettivo la misurazione il fattore centrale “g”, che non è correlato a conoscenze tematiche specifiche, né a un background culturale.

Perché la capacità di pensare in modo astratto è importante nel mondo del lavoro?

Frank Schmidt e John Hunter hanno pubblicato un compendio di svariati studi e ricerche sotto il titolo “Abilità mentali generali nel mondo del lavoro: realizzazione occupazionale e prestazioni professionali” (2004, “General Mental Ability in the World of Work: Occupational Attainment and Job Performance” Journal of Personality and Social Psychology). Nel compendio, gli autori traggono la conclusione: “Questo articolo fornisce le prove che sulla base delle “Abilità mentali generali“ si è in grado di predire sia il raggiungimento di un traguardo professionale, sia la prestazione professionale nell'ambito di una professione, e che lo fanno meglio di qualsiasi altra caratteristica personale, sia essa il "saper fare", un aspetto caratteriale, una predisposizione oppure un'esperienza professionale.” I fatti comprendono studi in un vasto campo di attività e livelli professionali.

Il valore astrattivo può predire le capacità prestazionali del collaboratore per:

  • l'apprendimento di nuove conoscenze
  • l'analisi di dati, l'identificazione di tendenze e correlazioni nonchè il loro uso per la risoluzione di problemi
  • la formulazione di giudizi e decisioni logiche e corrette
  • il pensiero strategico e la visione d'insieme
  • l'interpretazione di tendenze e di cambiamenti all'interno di un campo specifico

Queste capacità sono preziose in molte professioni, indipendentemente dal mercato e/o dal settore.

Il rovescio della medaglia per quanto riguarda il test è la natura circoscritta dei suoi contenuti: i punti affrontati del test non sono correlati direttamente alle attività professionali. Per questo motivo, il datore di lavoro è tenuto a verificare fino a che punto è riscontrabile una correlazione fra i risultati del test e la prestazione professionale, per poter poi fissare un valore ideale per ciascuna posizione.

 

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